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La società fantacalcistica gestita dal Fanta-Manager Stefano Artioli nasce nel lontano 2001-02. A quel tempo il progetto di un campionato a livello universitario era ancora in fase embrionale; esistevano in compenso tanti piccoli tornei a carattere liceale, e ad uno di questi decise di prendere parte il primo team di Artioli, che si chiamò semplicemente con il cognome del suo proprietario, il quale già in passato aveva partecipato a svariati campionati Fantacalcistici con alterne fortune. Fu però solo in quell’anno in cui si cominciarono a buttare giù i primi mattoni che furono fondamentali poi per la nascita del campionato universitario. La squadra e la società dovevano acquisire esperienza in ogni settore (da quello legato più strettamente ai risultati sul campo a quello della gestione non solo della squadra ma anche del campionato stesso) e questa partecipazione al mitico “Fantacalcio 4°-5° B 2001-2002” fu una tappa cruciale. Il campionato (che vide la partecipazione anche del Fanta-Manager Paolo Xella, che seguì in pratica un cammino simile a quello di Artioli) fu a 6 squadre, e la compagine trascinata dal grande carisma di capitan Carrera, di Panucci, di Emerson, di Pecchia all’inizio fece un po’ fatica ad uscire dal guscio (anche per lo scarso stato di forma della sua punta di diamante e giocatore più rappresentativo, Shevchenko), ma poi con gli innesti in corsa di Fresi, Perrotta, Guardiola, Marazzina e Ferrante (questi ultimi due arrivati proprio al posto dell’ucraino) il team Artioli prese il volo e raggiunse la terza piazza, che dovette cedere poi allo spareggio causa un incredibile accozzarsi di episodi sfortunati (tra cui ricordiamo gli incredibili due rigori falliti da Ferrante nell’arco delle stessa partita). Alla grande rimonta contribuirono anche gli ingaggi di Bazzani (che poi diventerà una colonna di questa squadra) e di Pippo Inzaghi, appena rientrato da un infortunio. Arrivò anche Roberto Baggio, ma un brutto infortunio lo mise subito K.O. e non fu mai utilizzabile (ancora lo zampino della sfortuna). Furono recuperati ben 11 punti di svantaggio nei confronti della terza in classifica, e forse proprio questa super-rimonta tolse tutte le energie ai giocatori, che ottennero solo un punto nelle ultime due partite e la sconfitta nello spareggio. Alla fine nelle 30 partite della stagione (senza lo spareggio dunque) arrivarono 41 punti, frutto di 11 vittorie, 8 pareggi, 11 sconfitte, 43 goal fatti e altrettanti subiti. Un bilancio dunque in sostanziale parità.

Archiviata un’annata dunque sfortunata ma comunque utile, Artioli decide di dedicare anima e corpo al progetto “Fanta Unife”, del quale non a caso sarebbe poi diventato Presidente di Lega. La grande mole di lavoro da sostenere per la realizzazione di questa Lega di carattere universitario non permette ad Artioli di concentrarsi sul campo da gioco; il Manager decide dunque di non iscrivere la propria società a nessun campionato liceale, rimandando l’appuntamento coi tifosi alla stagione 2003-04. Dodici lunghi mesi di attesa vengono così ripagati dalla partecipazione della “Banghe e Holsen” al primo fantacampionato universitario della storia, e per i tifosi è soddisfazione doppia: oltre al ritorno dei propri beniamini, infatti, c’è un Presidente che è anche il Numero Uno della Lega, quindi un pezzo grosso certamente affidabile in quanto a preparazione ed organizzazione societaria. Il campionato prende così il via con grandi ambizioni, confermate da una campagna acquisti altisonante: Dida in porta, Sensini e Thuram in difesa, Di Biagio, Nervo, Seedorf e Jankulovski a centrocampo e Fava, Corradi e Di Michele in attacco. Ritiratosi Carrera, la fascia di capitano spetta giustamente ad Emerson, riconfermatissimo e ormai nel cuore di tifosi e dirigenza, mentre fra i volti già noti troviamo quelli di Panucci, Bazzani e Pecchia. L’inizio è assolutamente incoraggiante, ma dalla sesta giornata in poi la squadra entra in un baratro di sconfitte e risultati deludenti cui vengono concessi soltanto alcuni brevi ed illusori barlumi di speranza, poi cancellati dalla cruda realtà: gli attaccanti vanno in crisi, gli episodi sfortunati si contano sempre più (innumerevoli le sconfitte subite in pieno recupero) e lo stesso Artioli è stato più volte in procinto di dimettersi dal suo incarico, non esente da colpe (tante le formazioni sbagliate fatte scendere in campo, ma anche qui un forte peso l’ha giocato la dea bendata). Alla fine ogni allarme è rientrato, ma quel che purtroppo è rimasto è la posizione in classifica: alla conclusione delle 21 giornate del campionato a 8 squadre, la Banghe e Holsen chiuderà con un deludente sesto posto, con 24 punti frutto di appena 6 vittorie, a fronte di 6 pareggi e soprattutto 9 sconfitte. Anche il bilancio gol fatti / subiti si chiude in passivo: 32 contro 36. Urge dunque una pronta riscossa……

L’anno 2004-05 è l’anno della verità: bisogna archiviare il più in fretta possibile le delusioni della stagione precedente, e il modo migliore per farlo è quello di tornare nelle zone alte della classifica, di lottare per il titolo e per il podio, da subito. Artioli sa che un’altra annata da dimenticare non si può neanche prendere in considerazione, e il modo migliore è preparare accuratamente il mercato: bisogna puntare su delle certezze e allora ecco che arrivano fra gli altri Buffon dalla Los Logos campione d’Italia, Stankovic e soprattutto la grande stella Gilardino dalla vice-campione Les Plaisirs; ma fra giocatori riconfermati, acquistati prima del via o durante il corso della stagione, sono tanti quelli che faranno poi la differenza sul piano dei risultati: Seedorf, Bresciano, Wome, Marcolini, gli storici Jankulovski e Sensini, Tudor, Vieri, Brienza, Flachi, Di Napoli, persino Cruz. Ma una nota di merito bisogna farla a due giocatori in particolare, simbolo della rinascita della squadra di Artioli, che ora ha assunto il nome di Drink Team: Gigi Di Biagio, il nuovo capitano dopo la cessione di Bazzani, autore di una stagione a dir poco splendida, baluardo insuperabile, grande difensore col vizio del gol, e Marco Cassetti, grande scommessa di Artioli poi assolutamente vinta, coi suoi gol (memorabile quello che ha dato la vittoria 0-1 a tempo scaduto sul campo della ZioPrepu Team) e i suoi assist, davvero tanti. Questa volta la partenza è un po’ in sordina, ma con il passare delle giornate (che ora sono aumentate a 35) la grande forza della Drink Team viene fuori, e allora diventa una lotta a tre per il primo posto: in ballo ci sono infatti anche la Tatanka Team di Tartarotti, che poi si staccherà dal resto della compagnia e andrà a vincere in solitario il tricolore, e la Ascagliese F.C. di Xella, quindi due Manager abituati a vedere tutti dall’alto. Questa volta però anche il team di Artioli riesce a dire la sua, anche se qualche caduta non proprio prevista le frena un po’ la corsa (si interrompe subito la marcia nella prima edizione della Coppa Italia, con l’eliminazione ai quarti ad opera della Uadaduncan F. C.), e in questo forse qualche colpa ce l’ha pure un opaco e troppo nervoso Francesco Totti, arrivato nella seconda parte di stagione nel clamoroso scambio con Gilardino che ha coinvolto oltre al club mantovano anche la Spongebob F.C. di Peverati. Alla fine come detto la Tatanka Team vincerà lo scudetto, e dietro sarà solo l’ultima giornata a stabilire che per la Drink Team sarà un positivissimo e meritatissimo secondo posto (con 52 punti, 14 vittorie, 10 pareggi, 11 sconfitte, 60 gol fatti e 47 subiti), mentre per il terzo si decide addirittura ai rigori nello spareggio, e a spuntarla è l’Ascagliese sulla rinata Uacaduncan F.C. Un’annata dunque che ha visto rispettate le promesse fatte ad inizio stagione, e finalmente ripagate la fiducia e la pazienza della gente sugli spalti. L’obiettivo ora per la stagione 2005-06 è duplice: riconfermarsi ad alti livelli e allo stesso tempo dimostrare di non accontentarsi, cercando di riempire un Palmares ancora privo di trofei, al di là del secondo posto raggiunto nell’ultima annata.

Ed ecco, infine, per gli amanti delle statistiche, l’elenco delle presenze di tutti i tempi dei giocatori nei Team di Artioli:

 Panucci 47, Emerson 40, Bazzani 39, Jankulovski 38, Di Biagio 37, Buffon 35, Sensini 30, Pecchia 28, Seedorf 25, D’Anna 24, Stankovic 23, Perrotta 22, Peruzzi Carrera Gilardino e Cassetti 20, Dida 19, Bresciano Vieri e J.Zanetti 17, Shevchenko Fresi Santana Corradi 16, Flachi 15, Pancaro e Di Napoli 13, Nervo, F. Cannavaro e Fava 11, Guardiola Delvecchio Pizarro e Ferrante 10, Alberini Totti e Cordoba 9, Mauri Comandini Marchegiani e Giannichedda 8, Poggi Recoba Marazzina Kamara Di Michele Doni e Tudor 7, Brienza Sussi Maldini Nakata e O’Neill 6, Chiesa Mendieta F.Inzaghi e Favalli 5, P.Cannavaro Sukur e Wome 4, Konan Mexes Dellas Di Natale Morfeo Candela Cruz e Marcolini 3, Vigiani Montella Mazzantini Ganz C.Zanetti Thuram Bojinov Abbiati Camoranesi I.Franceschini Nakamura 2, Salvetti Georgatos Calori Baronio Laursen Baiocco Sommese Martins Almeyda Pandev e Vergassola 1.