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Autore: Tarta |
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12/09/2006 Milano - San Francisco
E’ arrivato il momento… Finalmente, dopo mesi e mesi di preparativi e di attesa, si parte. Alle 4.00 io e Thomas siamo già in auto, direzione Milano Malpensa. L’aereo partirà alle 9.45 per Philadelphia. Per fortuna partiamo in anticipo… Le solite code sulle autostrade italiane infatti ci imbottigliano nel traffico appena entriamo in orbita Milano. Ma arriviamo a destinazione in orario. Rapido check-in, imbarchiamo le valigie e ci dirigiamo in zona franca. L’attesa della partenza è resa interessante dall’incontro nell’edicola dell’aeroporto con il grande Fabrizio Ravanelli… Mitico! Si parte in perfetto orario, volo transoceanico tranquillissimo, e si arriva puntuali a Phila. Ovvio, questa è la US Airways, mica l’Alitalia… A Philadelphia ci accoglie immediatamente l’America. Dieci gradi più o meno in aeroporto, grazie ad un’aria condizionata da criminali. Ufficialità incredibile nei controlli di sicurezza. Ci fanno togliere giacche, scarpe, cinture e tutto ciò che potrebbe essere sospetto. Non si pensi nemmeno di far passare un qualsiasi liquido e cosmetico. L’11 settembre e i fatti di Londra hanno cambiato un po’ le cose… Da parte mia, mi dimentico di estrarre il portatile dalla custodia, e per questo vengo preso da parte e il computer viene perquisito. Madonna, mica penseranno che sono un terrorista… Mica mi chiamo Abdul-El Camel o robe cosi… Vabbè, alla fine ci fanno passare e dopo il primo pranzo in terra americana con del pollo fritto per nulla indimenticabile, ripartiamo. Prossima fermata San Francisco. Atro volo tranquillo,con gli Stati Uniti che scorrono lenti sotto il nostro aereo. È uno spettacolo vedere i paesaggi da questa altezza. La US Airways si dimostra un’ottima compagnia, tranne che per un fatto. Le hostess sono davvero inguardabili… Ma fa niente, la voglia di arrivare a destinazione è troppa, e quando si tocca terra all’International Airport di San Francisco non sembra nemmeno vero. Finalmente ci siamo. Siamo a San Francisco. Recuperiamo rapidamente i bagagli, e grazie agli Herron, i miei amici americani, che ci sono venuti a prendere all’aeroporto, ci risparmiamo 50 euro di taxi e arriviamo diretti al nostro alloggio, il Town House Motel in Lombrad Street. Scarichiamo i bagagli e andiamo immediatamente a mangiare. Siamo affamati… Il cibo servito sugli aerei è indecente… Ci sputerebbero su anche in Africa credo. Come prima cena andiamo da Hooters… A metà tra il ristorante e il fast food, Hooters è famoso in America per le sue cameriere fighe in mini completini. Per la verità, qui a San Francisco di belle cameriere ce ne sono poche… Ma vabbè, ci accontentiamo, sempre meglio comunque delle hostess della US Airways. Dopo cena la stanchezza di più di 40 ore di veglia e il peso del viaggio si fanno sentire… Ma non abbastanza per impedirci di dare una prima occhiata alla città. Infatti ci concediamo una passeggiata lungo Lombard Street, tra salite e discese, come da copione in fondo a San Francisco. Arriviamo fino al punto più famoso di Lombard Street, dove la strada diventa “La strada più serpeggiante del mondo”, come la definiscono qui. Siamo stanchi, la fotograferemo domani. Diamo un’occhiata alle luci di Frisco, dopodichè torniamo in motel. Doccia e a letto. Domani si inizia per davvero… |
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