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Yosemite National Park

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San Francisco - Milano

 

24/09/2006  Los Angeles - Las Vegas

 

Alle 7 siamo già svegli… Oggi sarà dura. Dopo una veloce colazione e il check-out dall’hotel siamo già in strada. Sulle Highway che passano per LA si viaggia bene, minimo hanno 5 corsie. Questo almeno finchè un incidente non ci blocca, ma fortunatamente in meno di mezz’ora si risolve tutto. Le nostre preoccupazioni riguardo agli enormi svincoli angelini che si vedono spesso nei film vengono a cadere quando ci accorgiamo che basta sapere dove si vuole andare o la strada da prendere perché sia impossibile perdersi. Per attraversare la città ci impieghiamo un’ora buona, forse anche di più, oltre la mezzora persa per l’incidente. Lasciamo cosi Los Angeles… Senza rimpianti, anzi. Los Angeles non merita più di un 6. Non mi ha colpito, non la descriverò mai come una città stupenda come può essere New York o San Francisco. Los Angeles non è nemmeno una città. Los Angeles è la città che non esiste. Los Angeles sono tante città una attaccata all’altra. Hollywood, Beverly Hills, Santa Monica, Bel Air, Downtown, Compton, Inglewood e vi dicendo. Los Angeles non la senti tua come puoi sentire San Francisco o New York. Los Angeles è un agglomerato di edifici, persone, razze, etnie. Los Angeles è l’esemplificazione del Melting Pot americano. Los Angeles è una città fredda, dove è impossibile sentirsi a casa. Merita comunque una visita, senza dubbio. In fondo tutti l’hanno vista e sonata attraverso la tv. Ma, a mio parere, i 4 giorni che ci abbiamo passato noi sono stati anche troppi. 3 sono più che abbastanza.

La prima tappa della giornata è Barstow, una cittadina spersa in mezzo al deserto, famosa per la presenza di due grandi outlet che presentano le marche più famose a prezzi molto vantaggiosi. Compriamo un po’ di cose, tra le quali io una polo di Tommy Hilfigher e Thomas un paio di scarpe della Diesel. Pranziamo da Kentucky Fried Chicken e per le 12 ci rimettiamo in viaggio. Il paesaggio piano piano cambia, il deserto si fa sempre più deserto. Davvero molto suggestivo. Entriamo in Nevada, e appena dentro il confine sorge il primo casinò che incontreremo in questo stato. Proseguiamo, e ad un certo punto in lontananza in mezzo al nulla vediamo sorgere la cattedrale nel deserto, la vera e propria Sin City, la città del peccato e degli eccessi. Las Vegas. Entriamo in città, e guidare per Vegas si rivela più complicato che guidare per LA. Ma alla fine arriviamo al nostro hotel, lo Stratosphere, uno dei più famosi e riconoscibili di Las Vegas. Dopo un check-in chilometrico raggiungiamo la nostra camera al 18esimo piano con vista sulla torre.

Scendiamo subito per fare un giro all’interno dell’hotel (oddio, è più un paese). Oltre al casinò vi sono Ristoranti, fast food, negozi e qualsiasi cosa di cui si possa aver bisogno. Sulla torre poi ci sono anche alcune giostre, che a 300 metri d’altezza danno tutta un’altra impressione.

Ma Las Vegas si vive di notte, quindi la sera prendiamo il bus davanti al nostro hotel e scendiamo nel cuore dello Strip, la via principale di LV. Entriamo subito al Bellagio, forse l’hotel/casinò più esclusivo di LV. Uno spettacolo… Vetri di murano appesi ai soffitti, cascate di cioccolato, ogni particolare curato nei minimi dettagli. Non per niente il Bellagio è stato il casinò scelto per la rapina di Clooney e soci in Ocean’s Eleven.

Usciamo, ceniamo rapidamente da Del Taco, e poi via di nuovo verso altri casinò. Entriamo da Hooters, non perché sia granchè come hotel e casinò, ma solo per vedere se il personale femminile era degno di nota. Restiamo un po’ delusi… Forza Hooters, si può fare di meglio, soprattutto a Las Vegas! Entriamo poi al Luxor, fantastica riproduzione di una piramide egizia, con la Sfinge davanti. Anche dentro è tutto in stile egizio, curato in ogni particolare. Meta successiva, il New York New York, che all’esterno presenta la Statua della Libertà. Il Chrysler Building, l’Empire State Building e altri famosi edifici di NY. Per la strada poi a LV si trovano molto PR, un po’ diversi da quelli che si trovano a sulle strade di Rimini però. Qui invece di darti le riduzioni per i locali te le danno per le bagasce. In pratica ti danno un “santino” con su la foto della bagascia, il numero di telefono e il prezzo… Semplice no? Come detto, a Las Vegas basta chiedere e si può avere e fare tutto. Questa città è stupenda, un parco giochi all’aperto per adulti. Torniamo in hotel tardissimo, in taxi, visto che eravamo stanchi di aspettare il bus. Ma fa lo stesso, tanto domani mattina niente sveglia.

 

Lo Stratosphere, il nostro hotel Le cascate di cioccolato al Bellagio Lo spettacolo di fontane al Bellagio Il Paris Paris Il Colosseo a LV